Perché un SMS contrassegnato come “delivered” dalla piattaforma di invio potrebbe non comparire mai sullo schermo del destinatario? La domanda torna a galla a campagna conclusa, senza click né risposta. La risposta raramente riguarda il messaggio in sé: tra l’aggregatore che lo spedisce e il telefono che lo mostra si interpone la rete di un operatore mobile, che instrada il messaggio, a volte lo filtra, senza sempre restituire una conferma completa. Un team growth può vedere la propria deliverability SMS crollare del 30% in tre mesi senza aver toccato una sola riga del contenuto. La causa va cercata allora sul lato dell’instradamento, a monte della scrittura del messaggio.

La catena di consegna, dall’aggregatore al terminale

Un SMS marketing attraversa tre passaggi prima di raggiungere uno schermo. L’aggregatore riceve prima la richiesta dalla piattaforma di invio e la trasforma in una trama SMPP (protocollo standard di scambio tra server di messaggistica mobile) indirizzata all’operatore del destinatario. L’operatore instrada poi il messaggio tramite il suo centro SMSC (SMS Center), che decide se accettarlo, metterlo in coda o rifiutarlo secondo regole interne raramente pubbliche. Il terminale riceve infine la trama e la mostra sullo schermo, a condizione che ci sia copertura di rete in quel momento e nessun blocco applicativo lato telefono.

La catena di consegna, dall'aggregatore al terminale

Il consenso raccolto a monte tramite un messaggio di opt-in SMS conforme e il rispetto del quadro dello STOP SMS condizionano l’accesso alla rete. Non garantiscono nulla una volta che il messaggio è affidato all’aggregatore. Un invio perfettamente legale può essere filtrato a livello di SMSC senza che nessuna notifica raggiunga il mittente.

Cosa filtrano davvero gli operatori

In Italia l’alias alfanumerico non è più un’impostazione libera: la delibera AGCOM 12/23/CIR ha istituito una banca dati unica degli alias e dei soggetti che li utilizzano, e ha prescritto agli operatori il blocco della messaggistica irregolare proveniente dall’estero. Il filtro non è una policy interna, è un obbligo. E si stringe ulteriormente sugli invii che transitano per rotte grigie, canali di transito non contrattualizzati con l’operatore del destinatario ma usati per abbattere i costi di invio.

Cinque fattori scatenanti ricorrono più spesso nei casi di blocco osservati lato aggregatori:

  1. Un contenuto ritenuto sospetto: formulazioni urgenti, promesse finanziarie, vocabolario associato allo smishing.
  2. Un volume o una velocità anomala, come un picco improvviso di invii verso un gran numero di numeri in pochi minuti.
  3. Un mittente non registrato o la cui identità non corrisponde al tipo di messaggio inviato.
  4. Un link abbreviato che punta a un dominio poco conosciuto o non autenticato.
  5. Un volume di reclami o disiscrizioni che degrada la reputazione del mittente nel corso delle campagne.

Ogni fattore agisce da solo. Combinati, bastano a far passare un mittente normalmente tollerato a un filtraggio sistematico, a volte per diverse settimane.

Inviato, consegnato, letto: cosa raccontano (o non raccontano) questi tre stati

Lo stato “inviato” significa solo che l’aggregatore ha trasmesso la richiesta all’operatore. Lo stato “consegnato” significa che l’operatore conferma di aver consegnato la trama al terminale, ciò che materializza il DLR, la conferma di ricezione inviata dalla rete all’aggregatore. Nulla in questo stato dice se l’utente ha aperto il messaggio. L’SMS classico non dispone di alcuna conferma di lettura nativa, a differenza dell’RCS, un protocollo di messaggistica avanzata più recente, che ne integra una.

Questa assenza pesa sul monitoraggio delle campagne. Un team growth che basa le proprie decisioni solo sul DLR crede di misurare l’engagement mentre misura la consegna di rete. Il click-through rate resta, in pratica, l’unico indicatore affidabile di lettura per un SMS non avanzato.

Il DLR, una conferma di ricezione da leggere con cautela

Il DLR arriva generalmente in pochi secondi. Su alcune route grigie, può anche arrivare positivo mentre il messaggio non ha mai raggiunto il terminale: l’operatore intermediario rimanda allora una conferma ottimistica per non addebitare il fallimento al proprio partner. Il DLR conferma la consegna di rete. Oltre a questa conferma, nessun segnale dice se il telefono ha mostrato il messaggio. L’utente potrebbe averlo letto, oppure il messaggio potrebbe essere rimasto bloccato nel buffer di un terminale spento durante l’invio.

Numero corto, numero lungo, sender ID: cosa consente l’AGCOM

La scelta del formato mittente pesa direttamente sul modo in cui l’operatore tratta il messaggio. In Italia convivono tre formati, ciascuno con regole proprie e una diversa esposizione al filtro.

Formati mittente SMS in Italia e i relativi vincoli
Formato Uso principale Vincolo regolamentare
Numero breve (4-5 cifre) Campagne ad alto volume, dialoghi a parola chiave Numerazione assegnata nell’ambito del piano nazionale di numerazione, STOP gestito nativamente dalla rete
Numero lungo (numerazione mobile 3XX) Scambi bidirezionali tramite piattaforma tecnica professionale Numerazione mobile ordinaria, le risposte tornano sulla piattaforma
Alias alfanumerico Notifiche transazionali e marketing a senso unico Registrazione obbligatoria nella banca dati AGCOM, riservata ai soggetti non consumatori con partita IVA o codice fiscale numerico, con indirizzo PEC di contatto

Solo un soggetto non consumatore, titolare di partita IVA o di codice fiscale numerico, può personalizzare il mittente con un alias. Un consumatore registrato con il proprio codice fiscale continua a inviare con mittente numerico. La registrazione va effettuata prima dell’uso, con i dati anagrafici e un indirizzo PEC di contatto, e serve a rendere tracciabile il mittente reale su semplice richiesta al servizio clienti dell’operatore.

Con la delibera n. 12/23/CIR, l’AGCOM ha approvato il regolamento sull’utilizzo dei caratteri alfanumerici che identificano il soggetto mittente nei servizi di messaggistica aziendale, istituendo una banca dati unica degli alias e prescrivendo il blocco della messaggistica irregolare proveniente dall’estero.

Cosa fa concretamente crollare un tasso di consegna

Il blacklisting da parte dell’operatore resta la causa più pesante. A monte pesa il Registro Pubblico delle Opposizioni, esteso dal 2022 anche alle numerazioni mobili: contattare un numero iscritto senza un consenso raccolto dopo l’iscrizione espone a sanzioni del Garante privacy e genera segnalazioni che degradano la reputazione del mittente. Seguono per frequenza i contenuti filtrati a livello di SMSC, i numeri non validi o inattivi e l’alias non registrato in banca dati.

I numeri non validi pesano più di quanto si pensi. Un numero portato o mai assegnato genera un rifiuto immediato, così come un numero disattivato dall’ultima sincronizzazione della lista. Un numero tecnicamente valido ma irraggiungibile, telefono spento da mesi o SIM disattivata, consuma un credito di invio senza mai restituire un errore chiaro lato aggregatore. Verificare la validità e l’attività di un numero prima dell’invio, tramite una richiesta HLR che interroga in tempo reale il registro degli abbonati di un operatore, resta uno dei pochi modi per escludere questo fattore prima che pesi sulla reputazione del mittente.

Aggiungere un controllo prima di ogni campagna può sembrare uno strumento in più in uno stack già carico. Ma se l’aggregatore non segnala i numeri irraggiungibili, nessun altro anello della catena lo farà al suo posto.

L’RCS inizia a cambiare le regole del gioco

Il traffico RCS business supererà i 200 miliardi di messaggi nel mondo entro il 2027, contro i 70 miliardi del 2025 (Juniper Research), e la base utenti attiva cresce a 3,8 miliardi nel 2026, circa il 40% degli abbonati mobili. Il protocollo integra nativamente le conferme di lettura, un’identità di marca verificata e un canale meno esposto al filtro antispam classico dell’SMS. Il passaggio resta parziale, limitato ai terminali compatibili e alle campagne progettate per questo canale, con un meccanismo di instradamento ancora distinto da quello dell’SMS tradizionale.

Nicolas
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Porto la mia esperienza nel marketing digitale attraverso i miei articoli. Il mio obiettivo è aiutare i professionisti a migliorare la loro strategia di marketing online condividendo suggerimenti pratici e consigli pertinenti. I miei articoli sono scritti in modo chiaro, preciso e facile da seguire, sia che tu sia un principiante o un esperto in materia.