BIMI è uno standard di autenticazione delle email che permette ai brand di mostrare il proprio logo direttamente nella casella di posta del destinatario. Per i team marketing è una protezione concreta contro il phishing e i mittenti malevoli, e migliora anche la deliverability delle campagne.
Cos’è il BIMI?
BIMI, acronimo di « Brand Indicators for Message Identification », è uno standard che identifica il mittente di un’email mostrando il logo del brand accanto al messaggio nella casella di posta, quando il messaggio viene inviato dal dominio ufficiale dell’azienda.
Abbiamo già trattato in precedenti articoli il DMARC, un protocollo di autenticazione delle email che contrasta il phishing e le email fraudolente. BIMI funziona secondo la stessa logica: permette al brand di dimostrare di essere davvero il mittente del messaggio.

Quali sono i principali vantaggi di BIMI?
- Riduzione dei rischi di frode e di usurpazione d’identità del brand
- Migliore deliverability delle email
- Open rate più elevato
- Minor rischio di finire in spam
- Logo del brand visibile direttamente nella casella di posta
- Migliore riconoscimento del brand da parte dei destinatari
- Maggiore visibilità durante le campagne marketing
- Fiducia e fedeltà del pubblico rafforzate
- Sender reputation migliorata
- Controllo del logo da parte del brand, non dei client di posta
BIMI dà agli iscritti la possibilità di vedere subito chi è il mittente del messaggio, con la certezza di poterlo aprire in tutta sicurezza. Secondo BIMI Radar, solo il 4,65% delle aziende francesi ha adottato BIMI: chi lo fa per primo spicca subito nella casella di posta dei propri destinatari.
Come funziona il BIMI?
Per implementare BIMI, configura prima la tua policy DMARC in modalità “quarantine” o “reject”, con i protocolli SPF e DKIM impostati correttamente.
Crea poi un record TXT presso il tuo provider DNS.
Digita “default._bimi.” seguito dal tuo dominio di invio email.
Per esempio:
default._bimi.esempio.com
Indica l’URL del logo del tuo brand in formato SVG:
v=BIMI1; l=https://esempio.com/logo.svg; a=;
Attenzione alle specifiche del file SVG: il formato richiesto è SVG Tiny-PS (attributo baseProfile="tiny-ps"), senza script né animazioni, con una dimensione massima di 32.768 byte. Un SVG non conforme è la causa più frequente di mancata visualizzazione del BIMI.
Una volta consegnata l’email, il servizio di posta del destinatario cerca il file BIMI e verifica che possa essere autenticato. Questo file indica al client di posta dove recuperare il logo, che viene poi mostrato nella casella di posta accanto al messaggio.
Il Verified Mark Certificate (VMC)
Per mostrare il tuo logo nelle caselle di posta tramite BIMI, la tua azienda deve ottenere un Verified Mark Certificate (VMC). Questo certificato digitale viene rilasciato da fornitori autorizzati e riconosciuti dal BIMI Group.
« Queste credenziali digitali non solo definiscono il logo da mostrare, ma confermano anche che l’uso del logo da parte del dominio è stato validato in modo indipendente da terze parti. » (BIMI Group)
Il VMC non è obbligatorio in tutti i casi, ma è fortemente consigliato per garantire la visualizzazione del logo sui principali provider compatibili con BIMI, come Gmail o Apple Mail (per gli indirizzi iCloud).
[Aggiornamento 2025]
Nuovi fornitori abilitati a rilasciare certificati VMC
Per molto tempo, solo DigiCert ed Entrust Datacard potevano emettere un VMC. Entrust ha da allora ceduto la sua attività di certificati pubblici a Sectigo (gennaio 2025), che ora garantisce la continuità del servizio per i vecchi clienti Entrust.
L’elenco ufficiale degli emittenti conta ora quattro fornitori: DigiCert, Sectigo, GlobalSign (aggiunto a fine 2024) e SSL.com (aggiunto ad aprile 2025). I brand hanno più scelta rispetto a due anni fa, con una concorrenza che dovrebbe far scendere costi e tempi di emissione.
Se stai pensando di integrare BIMI nella tua strategia email, vale la pena confrontare le offerte dei quattro fornitori prima di scegliere il certificato VMC più adatto al tuo budget.
VMC o CMC: qual è la differenza?
Dal 2023, il BIMI Group ha introdotto il CMC (Common Mark Certificate), un’alternativa al VMC che non richiede un marchio registrato presso un ufficio di proprietà intellettuale. Il CMC è più accessibile in termini di costo e tempi, ma non aggiunge il segno di spunta blu di verifica che Gmail mostra con un VMC. Per i brand che non hanno ancora formalizzato la registrazione del proprio logo, il CMC è spesso il punto d’ingresso più rapido verso BIMI.
Quali client email mostrano il logo BIMI?
I principali provider che supportano BIMI sono Gmail, Yahoo Mail, AOL, Apple Mail (per gli indirizzi iCloud) e Fastmail. Outlook e Microsoft 365 non supportano BIMI ad oggi. Un aspetto da considerare se i tuoi destinatari sono per lo più professionisti che usano Outlook.
BIMI migliora la deliverability e riduce i rischi di usurpazione d’identità. Con quattro fornitori di VMC oggi sul mercato, contro i due soli disponibili fino al 2024, i costi di certificazione sono scesi e il BIMI è più alla portata anche di brand con budget più contenuti.
