Che cos’è l’influencer marketing? Un brand paga o fornisce prodotti a un creator perché presenti il suo prodotto a una community che lo segue già. Il messaggio circola sul profilo del creator (Instagram, TikTok, YouTube o LinkedIn) con le sue parole. Non si acquista nessuno spazio media, ed è questo che lo distingue da una pubblicità classica.

Cosa distingue una collaborazione da un annuncio classico

Una pubblicità tradizionale compra audience a volume. Una collaborazione prende in prestito quella che un creator ha costruito su un tema preciso: un profumiere non ha nulla da fare nella community di un profilo di pesca a mosca.

L’influencer marketing si sovrappone anche ad altri meccanismi. Il gifting consiste nell’inviare un prodotto senza alcuna contropartita scritta. L’affiliazione remunera il creator a ogni vendita passata dal suo link. I contenuti generati dagli utenti (UGC) fanno produrre a clienti o creator dei video che il brand riutilizza nelle proprie pubblicità. Una stessa campagna può combinare tutti e tre.

Nano, micro o macro: come scegliere la dimensione della community

I nano-influencer, i micro-influencer e i macro-influencer si distinguono per il numero di follower. Le soglie cambiano da un autore all’altro. La tabella fornisce quindi solo ordini di grandezza.

Soglie di follower per categoria di creator (valori variabili da un autore all’altro)
Categoria Follower (ordine di grandezza) Caso d’uso tipico
Nano Da 1.000 a 5.000 o 10.000 Nicchia locale, raccomandazione di prossimità
Micro Da 10.000 a 100.000 Audience tematica, lancio mirato
Macro Oltre 100.000 Notorietà ampia, annuncio di prodotto

Più la community è ampia, più il costo sale. Una PMI che vende in una regione o in una nicchia B2B trova spesso un rapporto migliore tra audience e messaggio sui profili più piccoli.

Costruire una campagna in cinque passaggi

  1. Fissa l’obiettivo. Notorietà, traffico verso il sito, vendite o iscrizioni a una newsletter: un solo obiettivo principale, misurabile.
  2. Descrivi il target: età, professione, interessi, piattaforma su cui passa il tempo.
  3. Seleziona il creator. Guarda il suo tasso di engagement (interazioni rapportate all’audience) sugli ultimi 10 contenuti, cioè circa 1 o 2 mesi di pubblicazioni per un profilo attivo. Individua i follower falsi: picchi improvvisi di iscritti, commenti generici, audience distribuita in paesi in cui il brand non consegna. Verifica infine che il suo pubblico somigli al tuo target.
  4. Scrivi il brief: messaggio chiave, indicazioni obbligatorie, formato (post, Reel, story, video), date di pubblicazione, diritto di revisione. Lascia spazio al modo di parlare del creator.
  5. Firma il contratto, poi segui la pubblicazione e misura i risultati.

Le piattaforme di influencer marketing come Kolsquare o Influee e le agenzie accelerano la ricerca dei profili. Per un primo test, spesso basta un messaggio diretto a 5 creator. Precisa fin dal messaggio il formato atteso (Reel Instagram, video TikTok o YouTube, post LinkedIn), il periodo di diffusione e l’esistenza di un contratto conforme alla legge francese n. 2023-451, per evitare scambi a vuoto.

Quanto costa una collaborazione

Non esiste alcun listino ufficiale. Il prezzo dipende dalla piattaforma, dal formato, dall’esclusività, dalla durata dei diritti d’uso e dalla negoziazione. Come ordine di grandezza, la società di soluzioni per l’influencer marketing Influee indicava a marzo 2026 da 25 a 150 euro per post per un nano-influencer Instagram. Secondo Influee, un Reel costa da 2 a 3 volte più di un post statico. Questi dati vengono da un operatore del settore e non sono stati verificati con altre fonti: chiedi sempre più preventivi.

La retribuzione può anche assumere la forma di un prodotto in omaggio o di una commissione di affiliazione. In questo caso la contropartita va indicata nel contratto.

Cosa impone la legge francese del 2023 al brand e al creator

La legge francese n. 2023-451 del 9 giugno 2023 disciplina l’attività degli influencer commerciali in Francia. Riguarda le persone che sfruttano la propria notorietà presso il pubblico per promuovere beni o servizi dietro compenso. L’ordinanza n. 2024-978 del 6 novembre 2024, in vigore dall’8 novembre 2024, ha poi modificato la legge, in particolare l’articolo 9 sugli influencer stabiliti fuori dall’Unione europea.

  • Secondo l’articolo 5-2, il contenuto deve riportare in modo leggibile la dicitura «Publicité» (pubblicità) o «Collaboration commerciale» (collaborazione commerciale), oppure una dicitura equivalente adatta al supporto. L’articolo 5 impone anche «Images retouchées» (immagini ritoccate) quando la silhouette o il volto sono stati modificati. La dicitura «Images virtuelles» (immagini virtuali) è obbligatoria quando sono prodotti con l’IA.
  • Il contratto scritto è obbligatorio a pena di nullità, oltre la soglia di retribuzione fissata per decreto (articolo 8, consultabile su Légifrance). Secondo Légifrance, specifica l’identità delle parti, gli incarichi, la retribuzione, i diritti e gli obblighi di ciascuno e l’assoggettamento al diritto francese.
  • L’inserzionista, l’eventuale mandatario e l’influencer sono responsabili in solido dei danni causati a terzi.
  • Un influencer stabilito fuori dall’UE, dallo SEE e dalla Svizzera che si rivolge al pubblico francese deve designare per iscritto un rappresentante nell’Unione e sottoscrivere un’assicurazione di responsabilità civile presso un assicuratore stabilito nell’Unione (articolo 9).

Sanzioni previste

Il testo consolidato su Légifrance prevede tre livelli di sanzione. L’articolo 5, III punisce con un anno di reclusione e 4.500 euro di multa l’assenza delle diciture «Images retouchées» e «Images virtuelles». La mancanza della dicitura «Publicité» o «Collaboration commerciale» è qualificata come pratica commerciale ingannevole ai sensi dell’articolo L. 121-3 del codice del consumo francese: il testo della legge non le associa un importo specifico. Infine, la promozione di prodotti o pratiche vietati dall’articolo 4 è punita con le pene dell’articolo L. 132-2 del codice del consumo, con un possibile divieto di esercitare l’attività interessata. Queste pene riguardano prima di tutto il creator. Il brand resta comunque esposto per la responsabilità in solido dell’articolo 8.

Il certificato dell’ARPP

L’ARPP, l’autorità francese di autoregolamentazione della pubblicità, offre ai creator il Certificat de l’Influence Commerciale Responsable, una formazione online il cui esame finale richiede il 75% di risposte corrette. La legge del 9 giugno 2023 non menziona questo certificato: è una formazione volontaria. Un brand può comunque chiederlo come garanzia prima di firmare.

Questo elenco non sostituisce una consulenza legale. Per una campagna con un budget significativo, fai rileggere il contratto a un avvocato. Inserisci anche la dicitura nel brief, in modo che il creator la collochi nel contenuto stesso, per esempio nella didascalia di un post Instagram o in sovraimpressione su un video TikTok.

Misurare i risultati della campagna

Il ritorno sull’investimento si calcola a partire dall’obiettivo fissato al passaggio 1. Quattro KPI ricorrono più spesso: il tasso di engagement, il traffico, le vendite attribuite insieme alle iscrizioni e il costo per engagement (budget diviso per il numero di interazioni ottenute). Esempio fittizio: 600 euro per 1.200 interazioni danno 0,50 euro per engagement.

Per attribuire il traffico, dai a ogni creator un link distinto con dei tag UTM, per esempio utm_source=instagram&utm_medium=influence&utm_campaign=nome-del-creator-2026. In Google Analytics 4, questi parametri compaiono nel report di acquisizione del traffico. Aggiungi un codice promo a suo nome. I due strumenti si completano: chi ha comprato senza cliccare sul link userà comunque il codice.

È anche qui che l’email marketing prolunga la campagna. Un modulo di iscrizione alla newsletter collegato al link del creator trasforma un picco di attenzione in una base di contatti utilizzabile anche dopo la fine della pubblicazione, a condizione di raccogliere il consenso richiesto dal GDPR. Gli indirizzi inseriti da smartphone contengono spesso errori di battitura: controllali prima del primo invio, perché i bounce pesano sulla sender reputation. Il monitoraggio completo si legge poi nei tuoi KPI di marketing.

Sul piano strategico, l’influencer marketing rientra nell’inbound marketing: il contenuto attira l’audience verso il brand.

Domande frequenti

Serve un contratto per un semplice invio di prodotto?

La legge definisce l’influenza commerciale come un’attività svolta a titolo oneroso. Il caso di un prodotto inviato senza alcuna retribuzione è meno chiaro: se ti aspetti una pubblicazione in cambio, redigi comunque un contratto e chiedi un parere legale.

Quale formato di contenuto scegliere per un primo test?

Secondo Influee, un Reel costa da 2 a 3 volte più di un post statico. Comincia con un formato unico presso due o tre creator, per confrontare i risultati a parità di budget.

Aggiungi Captain Verify come fonte preferita su Google
Nicolas Forni
Author

Fondatore di Captain Verify, lavoro sulla verifica di email e numeri di cellulare dal 2015. In questo blog scrivo di deliverability, igiene dei database di contatti, regole dei provider di posta e SMS marketing. Articoli concreti, pensati per i team marketing che inviano ogni settimana.