Un numero mobile italiano che inizia per 3 non dice quale operatore gestisca oggi la linea: il prefisso indica solo l’operatore a cui era stato assegnato il blocco di numerazione all’origine. Per cambiare operatore tenendo il numero, rivolgetevi direttamente al nuovo gestore. Sul mobile gli date il codice fiscale (o la partita IVA), il numero seriale della SIM, l’ICCID, e un documento d’identità. Il passaggio avviene nelle prime ore del secondo giorno lavorativo dopo la richiesta, in una fascia oraria di non oltre 2 ore (AGCOM).

Che cos’è un numero portato

La portabilità del numero (MNP, Mobile Number Portability, per il mobile) permette di cambiare fornitore mantenendo il proprio numero. Un numero portato è un numero la cui linea è gestita da un operatore diverso da quello a cui era stato assegnato il blocco. Il regolamento AGCOM precisa che la portabilità non cambia la titolarità del numero né del blocco: se il servizio cessa, il numero torna all’operatore assegnatario.

Illustrazione della portabilità: tenere il proprio numero di telefono cambiando operatore

Chi chiama un numero portato viene instradato direttamente verso la rete attuale, grazie alle banche dati che gli operatori sono tenuti ad aggiornare. In Francia si ottiene un codice, il RIO, al 3179. In Italia, per il mobile, non esiste un equivalente: la verifica poggia sui dati della SIM e del titolare.

Come si porta il numero mobile

La richiesta si fa solo presso il nuovo operatore, che diventa l’unico interlocutore.

  1. Scegliete l’offerta e dite che volete conservare il numero.
  2. Fornite un documento d’identità, il codice fiscale (la partita IVA per un abbonamento aziendale) e il numero seriale stampato sulla SIM.
  3. Rispondete all’SMS di conferma che il nuovo operatore invia al numero da portare, oppure confermate nella chiamata registrata.
  4. Controllate bene i dati: una volta avviata, la richiesta non si può revocare. In caso di ripensamento si può portare di nuovo il numero.
  5. Inserite la nuova SIM quando il numero passa, di prima mattina.

Dal 2021 la delibera AGCOM 86/21/CIR consente la richiesta solo al titolare della SIM, per frenare le truffe del SIM swap. Se la SIM è stata smarrita o rubata, bisogna prima sostituirla presso il proprio operatore e solo dopo chiedere la portabilità. Il passaggio non cancella gli obblighi del vecchio contratto, penali comprese.

Tempi di passaggio e finestra di interruzione

Una richiesta inserita dopo le 17:00 o in un giorno festivo vale dal primo giorno lavorativo successivo. Da lì, sul mobile, il passaggio scatta il secondo giorno lavorativo.

Portabilità del numero in Italia: mobile e fisso a confronto
Criterio Mobile Fisso
Tempo di passaggio secondo giorno lavorativo dopo la richiesta (delibera 147/11/CIR) circa 3 giorni lavorativi per la portabilità pura (AGCOM)
Interruzione aggiornamento entro le 8:30, in fasce di non oltre 2 ore nessuna interruzione di telefonia e internet indicata da AGCOM
Dato richiesto codice fiscale o partita IVA, numero seriale della SIM (ICCID) codice di migrazione, in fattura o nell’area clienti
Tempo utile dopo la cessazione 30 giorni dalla fine del servizio 60 giorni dalla cessazione del contratto

Nel fisso il codice di migrazione contiene una parte segreta che impedisce di avviare il passaggio senza il vostro consenso: va comunicato solo al nuovo operatore. Non serve avvisare il vecchio gestore del recesso, ma le numerazioni che non indicate al nuovo vengono cessate.

Quanto costa e che cosa spetta se il passaggio ritarda

Sul mobile gli operatori di partenza non possono addebitare al cliente costi per l’attivazione del numero portato. Il regolamento prevede anche un indennizzo: se il ritardo supera 2 giorni lavorativi, il nuovo operatore deve versare almeno 2,5 euro per ogni giorno di ritardo, fino a 50 euro, contando anche i primi due giorni. La richiesta deve essere semplice e non onerosa, senza raccomandate né numeri a sovrapprezzo. L’importo arriva come credito sul prepagato entro 30 giorni oppure come voce di accredito nella prima fattura utile dopo quel termine. La pagina AGCOM sulla qualità della prestazione riporta le stesse regole.

Numeri di lavoro e SIM aziendali

Un’azienda identifica la linea con la partita IVA. Più numeri dello stesso contratto possono stare in un’unica richiesta. Se l’operatore gestisce il gruppo come progetto sincronizzato, la data di passaggio la sceglie il nuovo operatore e il periodo di realizzazione non scende sotto i 10 giorni lavorativi, salvo diverso accordo. Le deleghe al cambio SIM sono ammesse solo per le SIM aziendali, nei casi definiti dal tavolo tecnico AGCOM.

Se la portabilità viene rifiutata

Il regolamento elenca i motivi per cui l’operatore cedente può rifiutare, e nessun altro è ammesso. Tra questi: dati mancanti o non corrispondenti (il codice fiscale o il numero seriale non coincidono con la linea), numero non più attivo da oltre 30 giorni, numero che non appartiene a quell’operatore, oppure un’altra richiesta di portabilità già in corso sullo stesso numero. Morosità, furto e smarrimento della SIM non sono mai motivi di rifiuto. Il cedente deve indicare tutte le cause che ricorrono, quindi chiedetele per intero prima di rifare la richiesta.

Se non siete stati voi a chiedere il passaggio, rispondete NO all’SMS di conferma o usate la procedura di blocco indicata dall’operatore: la pratica si sospende e, accertato che la richiesta non era vostra, viene annullata. Per ritardi e contestazioni restano le procedure di risoluzione delle controversie.

Numero portato e SMS: ritrovare la rete reale

Un file di contatti costruito prima di una portabilità mostra spesso ancora il vecchio operatore accanto al numero. Le piattaforme di invio instradano ogni messaggio verso una rete precisa, quindi un dato superato può complicare l’instradamento degli SMS e danneggiare la deliverability. Anche i filtri applicati dagli operatori incidono sulla consegna.

L’HLR Lookup interroga la rete per ogni numero e restituisce lo stato della linea e l’operatore attuale, compresi MCC e MNC. Il servizio identifica la rete d’origine e quella attuale, mostrando se una linea ha cambiato rete tenendo il numero. L’HLR è solo una delle tappe per verificare un numero di telefono cellulare prima di un invio.

Il controllo fotografa lo stato del numero al momento dell’interrogazione. Un numero può essere portato il giorno dopo: un file clienti aggiornato richiede quindi di ripetere la verifica, con la data dell’ultimo controllo accanto a ogni riga.

Passate un campione del vostro database all’HLR Lookup prima della prossima campagna SMS e confrontate la rete ottenuta con quella presente nel vostro file.

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Nicolas Forni
Author

Fondatore di Captain Verify, lavoro sulla verifica di email e numeri di cellulare dal 2015. In questo blog scrivo di deliverability, igiene dei database di contatti, regole dei provider di posta e SMS marketing. Articoli concreti, pensati per i team marketing che inviano ogni settimana.